Toccafondi, Flavio
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3) Irraggiamento di spari e polvere

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di Flavio Toccafondi

Narrativa - 78 pagine

 

 

La ragazza è gomma e piume di struzzo e cuscini messi sotto le natiche per farti entrare meglio e ogni volta che l’ami, ogni volta ti avverte che è notte e che qualcosa potreste ancora farla, questa notte, perché lei ha una sua idea che la induce a detestare la luce, pensa che tutto questo bagliore sia solo un irraggiamento di spari e cenere e poi solo con il buio riesce a non odiare il rumore che fanno le persone e ora ti guarda, Adriana, ti osserva con la testa piegata di tra-verso chiedendoti se per caso ti puoi fermare in quella piazza, Che ti puoi fermare, Niccolò?

Adriana è pazza.

18) Isabelle (dimmi che non speri)

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flaviook
di Flavio Toccafondi
 
 
Narrativa - 136 pagine
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Fuori Firenze era fiori e farfalle, una mezza stagione, odore di tessuti, velluto e terracotta, strade turistiche, turiste assola-te, addobbate addobbati, portieri d’albergo in attesa di dollari o giapanisyen; torturato procedevo procedevamo senza scuse, solo il ronzio degli split dell’aria condizionata sopra le serrande dei ristoranti indiani.

Fuori Firenze era fiori e farfalle, in mano l’indirizzo scritto male su un volantino di un negozio di scarpe coreano. Mi si accelera il battito quando corro, l’affanno, aspiro a un passo di lentezza, un passo che inganni, che sembri che non, che sembri che, in definitiva, l’ansia di non incontrarti più.

Così da un balcone una genziana perde o perdeva o perse petali; la donna alla finestra tira tirava tirò a sé i panni e arrotolando il filo sembrava, sembrerebbe o sembrò pescare, ricamare una danza ostinatamente quotidiana.

Inerme, petali di genziana sul capo ricevo e sto.